Bambole Reborn (Tecniche)

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Messaggio Da Michela.Crazy il Sab Apr 03, 2010 11:06 pm

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Cosa sono le “Bambole Reborn”? Qualcuno di voi, capitato qui, forse lo sa già, altri ne hanno sentito parlare qualche volta, altri ancora non sanno cosa siano.
La parola “reborn” viene dall’Inglese e vuol dire “ri-nato”, cioè nato un’altra volta, e nel caso di Reborn Dolls ci si riferisce evidentemente a delle bambole ri-nate, riportate, cioè, alla vita grazie ad un processo laborioso di rifacimento di una bambola preesistente. Questa è una tecnica nata negli U.S.A. una decina di anni fa. Nel tempo, questa vera e propria forma d’arte è andata via via affinandosi e acquisendo dettagli di elevata professionalità pittorica ed artigianale, ma ancora e sempre alla scoperta di nuove frontiere e nuovi percorsi artistici. Da qualche anno ha cominciato ad affermarsi anche in Europa, soprattutto in Inghilterra, Germania, Olanda. In Italia, invece, siamo ancora agli albori…
In pratica, si possono eseguire due diverse tecniche di “reborning”:
col “Reborning Process” si smonta una bambola di vinile, disassemblandone i pezzi e, dopo una accurata e lunga decolorazione della testa e degli arti, asportazione di eventuale parrucca preesistente e previo lavaggio accurato dei pezzi, si passa alla colorazione della “pelle”, effettuata in numerose sequenze, con lunghe fasi di asciugatura o di molteplici tempi di cottura in forno delle varie parti. Poi si passa alla fase di “rooting” che è la tecnica di inserimento dei capelli (purissimo mohair o angora) nel vinile, una ciocca alla volta. Dopo queste prime tre fasi si procede al riassemblaggio della bambola, usando un nuovo corpo in stoffa e imbottendo ed appesantendo sia il corpo che i pezzi di vinile; inserimento di nuovi occhi, ecc. Dopodiché la bambola può considerarsi “rinata”. A questa fase strettamente pittorica e artigianale segue poi la vestizione della bambola… ma qui è tutta un’altra storia e un altro gioioso divertimento. E alla fine, una nuova bambola sarà “nata” e sarà davvero un “pezzo unico”, perché avrà occhi, capelli, dettagli tutti diversi e nessuna bambola sarà mai uguale ad un’altra, anche se realizzata dallo stesso artista .

Altra cosa è invece il “Newborning Process” che in pratica semplifica il percorso di lavorazione fornendo in commercio dei kit in vinile già pronti, ai quali non bisogna rimuovere vernici preesistenti e che sono già pronti per la fase pittorica, ecc. Oggi sul mercato internazionale sono presenti numerosi kit in vinile, vinile-silicone e silicone. In sostanza, si tratta di copie di sculture realizzate da grandi artisti e che vengono stampate in numero limitato su vinile o silicone, realizzando quindi solo un certo numero di pezzi e che, pertanto, messi in commercio, hanno un costo elevato data proprio la loro esiguità numerica.
Questa tecnica affascinante prevede però moltissime ore di lavorazione.

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All’artista Margherita De Giorgi di solito occorrono due-tre settimane e anche più per “dar vita” a una “Pupa”, e ogni bambola che “nasce” non è mai uguale ad un’altra, adopera materiali di primissima qualità, colori atossici che prevedono la cottura e che garantiscono pertanto una colorazione permanente. Applica diversi strati di colore per ottenere il colorito più realistico possibile ed ogni strato viene fatto cuocere accuratamente perché il colore rimanga così com’è per moltissimi anni. Nessun dettaglio viene tralasciato, ogni piega, ogni fossetta, ogni venuzza viene dipinta a mano, persino i capillari, e si dedica anche ad una accurata manicure alle piccole unghie di mani e piedi.

Per inserire i capelli adopera il mohair angora di qualità Premium con la tecnica dell’ultra micro-rooting, il che vuol dire inserire uno-due capelli alla volta con un sottilissimo ago, tra i più sottili in commercio, e pertanto i fori che simulano i follicoli dei capelli sono appena percettibili o addirittura invisibili. Le sue bambole hanno un corpo in tessuto, che viene imbottito accuratamente ed appesantito con materiale pulitissimo: morbido e soffice polyfill, minuscole palline di plastica ed anche dei granuli sottilissimi di vetro che servono ad appesantire la bambola e le danno un effetto ancor più realistico. Non usa assolutamente sabbia, né pietre, né piombo, né altri metalli.
Le sue bambole-bambini indossano vestitini nuovissimi (a cui lascia attaccata anche l’etichetta) appositamente comprati per loro nei negozi italiani per bambini, o coprifasce e pagliaccetti ricamati a mano a punto smock, che compra in Inghilterra; oppure completini realizzati interamente a mano da lei stessa. Le stoffe e i filati sono sempre di primissima qualità: puro cotone, seta, lana baby e cachemire.

Queste bambole, però, anche se sono lavorate con colori atossici, non sono destinate ai bambini, ma, data la preziosità della lavorazione, sono considerate un articolo per collezionisti e vanno trattate, pertanto, con molta cura. Devono essere tenute al riparo dalla polvere, lontane dai raggi diretti del sole e da fonti di calore.

Fonte: Cos'è il reborning process di Margherita De Giorgi del sito Pupa Pupae
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